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"Josè Molina. Metamorfosi dell’umano"
di Rosetta Gozzini e Stefano Meriggi (italiano). 2010.

Bianco e Nero dalla Spagna di Alessandra Redaelli.
Rivista Arte, (italiano). Maggio 2010.

Fondazione Mudima e Mc2 Gallery: Cosas Humanas di Josè Molina.
di Claudio Composti, (italiano). 2010.

Comunicati Stampa Mostra “Cosas Humanas” su Teknemedia.net e su Exibart.com (italiano). 2010.

Jose Molina alla Fondazione Mudima,
TGCom Magazine a cura di Gianni E. A. Ma russi, (italiano). 2010.

Vittorio Sgarbi.
Assessore alla Cultura del Comune di Milano. 2008.

Molina antropologo dell’immaginario.

Intervista di Jaqueline Ceresoli Rivista Style Arte, N 110, (italiano). 2008.

L’illusione dell’ordine.
Intervista di Maurizio Dante Rivista Paginauno (italiano). 2007.

Más allá de la palabra.
Carla Maldonado. Revista. Corresponsal en Milán. (Español). 2006.

New York Arts Magazine.
Predators, Emilio Corti.(Español, italiano and english).2006.

Memoria e narrazione.
Prólogo “Ojos”. Eleonora Fiorani (Italiano y español). 2003.

Articolo per revista Graphicus.
Marco F. Ricasso, (italiano). 2003.

Il madrileno errante.
Art & job. Jacqueline Ceresoli, (italiano y español). 2002.
Vittorio Sgarbi
Assessore alla Cultura del Comune di Milano

Il primo Museo di Storia Naturale d'Italia e l'Acquario di Milano si aprono a un dialogo con l'Arte Contemporanea, così come prossimamente Palazzo Reale e la Rotonda della Besana ospiteranno la grande mostra di Darwin. Ma già l'occasione propizia della apertura di tutte le sedi museali ed espositive, e il 5 Aprile con un orario straordinario, consentirà di allargare il pubblico del Museo di Storia Naturale, molto caro alle scuole, e di iniziare a ripensare a Darwin attraverso l'eccezionale impresa grafica di José Molina. L'intuzione dell'artista spagnolo è particolarmente felice: con il disegno, infatti, egli definisce una evidenza visiva così realistica da indurci la sensazione di essere dinanzi a fotografie. Lo scambio è frequente nella pittura realista e in quella iperealista, ma in questo caso l'illusione appare ancor più insidiosa e ingannatrice (a ragion "veduta") perchè i soggetti antropologici (e antropometrici) appaiono tanto più veri e credibili quanto più sembrino non immaginati ma riprodotti, derivati dalla realtà esistente.

Senza invenzioni o artifici. Così il mestiere, la capacità tecnica, molto spesso irrisa o considerata superata, si mette al servizio della scienza, elaborando ciò che la mente immagina ma l'occhio non può vedere: una condizione di privilegio che testimonia il vantaggio dell'Arte sulla Scienza e sulla tecnologia, essendo l'Arte l'espressione più alta della tecnologia applicata alla fantasia. Così altro, se non questo, è l'esperienza di Leonardo? José Molina non pensa a Leonardo, ma ne riproduce il metodo dimostrando con il disegno il pensiero di Darwin e rendendolo realtà accertata, esperienza, fotografia che riproduce una realtà possibile, ma che non era possibile riprodurre perche non c'era la fotografia. Questo valore documentario immaginario dell'impresa di Molina  lo avvicina a Borges, lo scrittore che  inventa testi, luoghi, situazioni storiche inesistenti, ma assolutamente credibili, con uno straniamento che ci impedisce di riconoscere il vero dal falso, esaltando, con insuperabile naturalezza, il verosimile.

L'antropologia di Molina potrebbe essere il manuale per integrare l'Atlante Borgesiano dei luoghi immaginari che oggi, seguendo l'esploratore Guadalupi, Alberto Manguel ridefinisce in rinnovati itinerari.

In questo percorso in luoghi esotici (e inesistenti) sarebbe possibile incontrare, provenienti da aree inesplorate, gli uomnini immemorati di Molina.

Quale luogo migliore, tra quelli possibili per questa agnizione, del Museo di Storia Naturale, dove ciò che è reale, o che lo è stato, sembra inventato per un film?

Vittorio Sgarbi
Assessore alla Cultura del Comune di Milano
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